N° 11

 

IL VOLO DEL CALABRONE

 

(PARTE SECONDA)

 

 

PRIGIONIERI

 

Di Carlo Monni

 

I Vendicatori creati da Stan Lee & Jack Kirby

I Vendicatori della Costa Ovest creati da Roger Stern & Bob Hall

Il Calabrone creato da Roy Thomas & John Buscema

Ultron creato da Roy Thomas & John Buscema

Alkhema creata da Roy & Dann Thomas & David Ross

Supervisione Fabio Volino

Stan Lee/Jack Kirby/Roy Thomas/John Buscema Sintezoidi

 

PROLOGO

 

 

            C’era una volta un uomo di nome Henry Pym: un brillante biochimico, con la passione anche per l’Entomologia e la Cibernetica. Tre specializzazioni molto diverse tra loro, ma che gli dettero la spinta per creare qualcosa di incredibile: un’intelligenza artificiale totalmente senziente e completamente autosufficiente. Poteva essere la sua più grande realizzazione, invece divenne il suo più grande incubo: un incubo di nome Ultron.

            Al principio era Ultron 1, un ammasso di metallo che aveva solo una vaga parvenza umanoide: poco più di un tronco di rilucente metallo argenteo montato su ruote, con due sottili arti ad uncino e con un disegno sul tronco che ricordava vagamente una bocca dentata. Eppure, per motivi che nessuno, né il creatore né la creatura, né alcun altro, è mai riuscito a spiegare, forse il bizzarro volere di qualche oscura divinità o demone, quest’essere era vivo e dotato di un’intelligenza vivace e di una personalità maligna. All’inizio i suoi scopi erano semplici e diretti: crescere e migliorarsi da un lato e dall’altro uccidere colui che vedeva come proprio padre, quello stesso Henry Pym, che era il suo creatore.[1]

            Ultron “crebbe”, riuscendo a costruire versioni sempre migliori di se stesso. Al rozzo e primitivo Ultron 1 fecero seguito Ultron 2, Ultron 3, Ultron 4 ed infine Ultron 5, la prima incarnazione in cui il terrore di metallo camminò tra gli uomini in cerca di vendetta  e di sangue. Ci vollero gli sforzi dei Vendicatori, di cui a quel tempo Henry Pym faceva parte con l’identità di Golia, per fermarlo, ma non è così facile distruggere il male.

            Più e più volte Ultron ritornò in versioni sempre più sofisticate e mortali ed ogni volta le sue ambizioni diventavano sempre più folli. Non gli bastava più uccidere il proprio “padre”, voleva anche la distruzione dei Vendicatori, poi nemmeno quello bastò, voleva la distruzione dell’umanità intera, la fine di tutta la vita organica sulla terra. Nel suo delirio di onnipotenza giunse allo sterminio della popolazione di una piccola nazione balcanica, la Slorenia. Sempre ha trovato sul suo cammino varie incarnazioni dei Vendicatori per fermarlo, ma, per quanti sforzi gli Eroi più Potenti della Terra facessero, non sono mai riusciti ad impedire che Ultron risorgesse dalle sue ceneri, come una moderna e distorta Fenice d’acciaio, sempre più forte e più mortale di prima.

            Ed un uomo solo sopporta sulle sue spalle il peso di aver liberato un tale orrore contro l’Umanità ignara. Che usi il nome di Ant Man, Giant Man, Golia, Calabrone o semplicemente quello di Henry Pym, lui si sentirà sempre colpevole perché la sinistra personalità di Ultron è stata modellata sui suoi stessi tracciati cerebrali. In un certo macabro senso, lui stesso è Ultron e questo non potrà dimenticarlo mai.

 

 

1.

 

 

            Rachel Carpenter è spaventata: non ha mai incontrato prima la figura di metallo che le sta davanti, ma ha udito sua madre parlare di lei e sa che il robot in forma femminile che le sta davanti è molto, molto pericoloso.

<<Io sono Alkhema-3.>> proclama la creatura.

Rachel esita, si gira  e corre gridando:

-Mamma! Mamma!-

            Piangendo, la ragazzina corre, fino a raggiungere il salone dell’ampia villa in stile messicano e vi trova, sdraiate sul pavimento, le figure di Aracne e Greer Nelson… svenute o peggio?

            Alle sue spalle una porta si chiude e Rachel si volta per vedersi ancora una volta davanti Alkhema. Con la forza della disperazione le si precipita contro e la colpisce ripetutamente, ferendosi le nocche.

-Che cosa le hai fatto?- grida –Cosa hai fatto alla mia mamma?-

            Alkhema la prende per la collottola e la solleva all’altezza dei suoi occhi, poi risponde:

<<È viva, sono tutti vivi, anche se incoscienti. Li ho risparmiati perché… non lo so il perché, forse ho dei malfunzionamenti nel mio programma. Potrei ucciderli tutti, in fondo sono solo carne inutile.>>

-Non… non lo farai!- replica Rachel sempre più spaventata.

<<No, non lo farò, non ancora almeno. Ora io e te, piccola umana, ci metteremo ad aspettare.>>

-Aspettare… cosa?-

<<Non cosa: chi. I Vendicatori torneranno ed è allora che comincerà il massacro.>>

 

            Del tutto ignari di quanto sta succedendo al loro Quartier Generale, I membri della filiale californiana dei Vendicatori si stanno dirigendo verso una certa località del Colorado, sede del Carcere Federale per superumani meglio noto come: La Volta. Il motivo di quel viaggio sono cinque uomini di lava attualmente privi di sensi e rinchiusi in una bolla d’energia magnetica creata da Polaris.

-Siamo arrivati.- dice il Calabrone –Quello è l’unico posto dove è possibile tenerli rinchiusi in assoluta sicurezza.-

-Mi auguro che tu sappia cosa fai, Hank.- commenta She-Hulk –Tra l’altro ho la netta impressione che abbiamo violato una mezza dozzina di leggi impadronendoci di questi tizi invece di consegnarli alle autorità locali.-

-Li stiamo consegnando alle autorità, Jen…- replica Henry Pym -... e questo è, come ho detto, proprio il posto giusto per farlo.-

            Il Quinjet atterra proprio nel bel mezzo del cortile ed è subito circondato da una schiera di Guardiani, gli agenti corazzati adibiti al controllo dei prigionieri e protezione della struttura, con in pugno armi dal design avveniristico.  I portelli si aprono ed i Vendicatori scendono

-Attenti con i grilletti gente, sono allergico alle armi… specie se mi sono puntate contro.- dice il Fulmine Vivente.

-Se sei davvero preoccupato…- interviene Polaris -… risolviamo subito la faccenda.-

            La donna dai capelli verdi alza un braccio e le armi sfuggono di mano ai Guardiani e sono attratte contro la paratia del Quinjet.

            Uno dei Guardiani punta il suo braccio destro verso Polaris, ma prima che accada qualcosa si ode una voce:

-Stiamo calmi. I Vendicatori sono dalla nostra stessa parte.- l’uomo si avvicina al Calabrone e si presenta -Sono il Direttore Stimson e spero che il vostro soggiorno qui sarà più piacevole degli ultimi due.-[2]

-Uh, io non sono molto esperto di queste faccende, lo ammetto…- dice Starfox -… ma mi pare di ricordare che di solito in queste situazioni succede sempre qualcosa.-

-Non fare l’uccello del malaugurio, Eros.- lo rimprovera bonariamente She-Hulk.

            I Vendicatori seguono il Direttore, portandosi dietro il loro carico di prigionieri, verso un ampio ascensore che subito dopo si dirige verso un livello sotterraneo. Durante il tragitto D-Man rimane silenzioso come suo solito, ma non si sente tranquillo. Ha imparato a sentire il pericolo ormai e sa che c’è qualcosa di sbagliato qui, anche se non sa dire cosa, così resta silenzioso e cerca di pensare ad altro, per esempio al fatto che dovrebbero far dare un’occhiata all’impianto di condizionamento: la temperatura sembra alzarsi sempre più man mano che scendono.

 

            La figura argentea guarda verso il basso, verso quella stupida imitazione  di un essere umano che si faceva chiamare Adam Pym, un guscio utile agli scopi per cui era stato concepito. Povero “figlio”, pensa la figura d’argento mentre le sue dite di metallo rilucente sollevano il corpo inanimato del sintezoide di seconda generazione, come potevi pensare che tuo padre fosse così geniale da prevedere la propria sconfitta e non solo la sconfitta? Quei patetici Vendicatori credevano di aver cancellato ogni traccia dell’Imperativo Ultron da ognuna delle mie creazioni, compreso il programma senziente che è ora diventata la sua prima sposa, Jocasta, ma lui aveva previsto la loro mossa ed ha agito di conseguenza. Nello stesso momento in cui il suo precedente corpo era stato distrutto, le mosse intese a riattivare una ennesima e migliorata versione di se stesso erano già partite e l’ignaro Adam Pym, che credeva di essere libero dall’Imperativo Ultron, non aveva nemmeno sospettato di essere il veicolo di qualcosa di più sottile ed irrintracciabile. Ed ora lui è tornato ed i suoi piani sono in atto con la consueta precisione. Alkhema farà la sua parte. Non dubita che cercherà di tradirlo, ma anche questo fa parte del piano, un piano che non fallirà.

 

 

2.

 

 

            Nell’intenzione dei suoi costruttori, La Volta avrebbe dovuto essere un carcere supersicuro dove detenere i superumani giudicati colpevoli di qualche reato. Ovviamente, non sempre le cose hanno funzionato bene e nei pochi anni della sua esistenza ci sono state delle evasioni isolate ed almeno una fuga di massa. Al momento nel complesso fortificato con mura esterne capaci, a quanto si dice, di resistere anche ad un’esplosione termonucleare, ci sono, oltre al centro di detenzione vero e proprio, un centro medico attrezzato, un laboratorio scientifico e perfino un’aula di giustizia. È nel laboratorio, situato in uno dei livelli sotterranei, che stanno scendendo i Vendicatori, assieme al loro fardello e guidati dal Direttore.

            Finalmente l’ascensore si ferma ed il gruppetto si ritrova in un salone piuttosto ampio e ricolmo di attrezzature.

-Eccoci arrivati.- proclama il Direttore –Ora Mr…. ehm… Calabrone, se potessi finalmente sapere perché ha richiesto che i suoi prigionieri fossero portati qui e non intendo solo qui alla Volta, ma proprio nel laboratorio.-

-È una cosa molto semplice, Mr. Stimson.- risponde il Calabrone -Questo è l’unico posto, a parte il nostro quartier generale, dove avrei potuto fare delle analisi approfondite sui prigionieri. Ci sono delle cose che li riguardano che debbono essere chiarite al più presto.-

-Mi pare di aver sentito che prima al loro posto c’era un singolo uomo di lava gigantesco .-

-In effetti, è così e vorrei cercare di capire cosa ha causato il cambiamento, fino ad oggi gli Uomini di Lava non hanno mai dimostrato di possedere una tecnologia capace di fare tanto, anzi, se si eccettua l’uso di macchinari ereditati da una civiltà più antica della loro, non hanno mai mostrato di possedere alcun tipo di tecnologia.-

-Non sono certo di capire.-

            Hank gli rivolge uno sguardo quasi di commiserazione,  come  se pensasse: “Non mi sorprende affatto”. Infine, risponde:

-Ora vedremo di capirci di più, se foste così gentili da sistemare i prigionieri…-

-Uh, capo, non voglio fare la guastafeste…- interviene She-Hulk -… ma temo che stiamo proprio violando i loro diritti costituzionali, sai?-

-Lascerò che se ne preoccupi qualche pubblico accusatore, Jen.- replica Calabrone –Adesso preferisco pensare a questi esami: Ho dei sospetti e voglio verificarli.-

            Nei minuti successivi Henry Pym esamina i suoi cinque soggetti, che nel frattempo sono stati inseriti in speciali capsule di contenimento.

-Mmm, molto strano.- commenta –Questi valori non assomigliano per niente a quelli che avevamo già sugli Uomini di Lava. Anche la loro composizione molecolare è strana.-

-E questo che vorrebbe dire?- chiede con aria annoiata Starfox.

-Che non sono nemmeno sicuro che questi siano dei veri Uomini di Lava, anche se non sono ben certo di cosa davvero siano.-

            Polaris si deterge il sudore dalla fronte.

 Scusate…- dice -… ma non sarebbe possibile alzare l’aria condizionata? Qui fa un po’ troppo caldo e l’aria è viziata.-

-A dir la verità…- commenta il Direttore -... l’aria condizionata è al massimo. Io non capisco cosa…-

-Non serve che tu capisca, sciocco uomo di superficie.- dice, improvvisamente uno degli Uomini di Lava –Basta solo che tu muoia!-

            Immediatamente dopo queste parole, i cinque Uomini di Lava sembrano dissolversi in altrettante palle di fuoco e subito dopo scoppia letteralmente l’Inferno.

 

            La temperatura in tutta la Volta aumenta rapidamente. Le porte di metallo diventano rosse, le mura di cemento diventano troppo calde per essere toccate, ma anche il solo trovarcisi racchiusi diventa presto insopportabile. Mentre qualcuno comincia già a cadere, qualcun’altro si chiede cosa stia succedendo.

            Parte della risposta giace a parecchi livelli sotto la superficie, dove quelli che fino a poco prima erano, o almeno sembravano, cinque Uomini di Lava, ora sono diventate creature di fuoco che spezzano facilmente i tubi di contenimento in cui erano confinati ed ora, sotto forma di globi infuocati, roteano in aria nel laboratorio principale della Volta sotto gli occhi del personale e dei Vendicatori della Costa Ovest.

            Lorna Dane, Polaris, ha visto cose molto più strane durante la sua militanza negli X-Men ed in X-Factor, ma ciò non impedisce che sgrani gli occhi di fronte allo spettacolo che si presenta ai suoi occhi.

-Ma cosa…- riesce solo ad esclamare mentre le cinque pale di fuoco roteano in una specie di danza che le porta a comporre una serie di figure, poi, eccole unirsi in una singola palla di fuoco che si allarga sempre di più, sino ad ingoiare tutta la stanza.

            Polaris riesce a malapena ad alzare una protezione magnetica, mentre chiude gli occhi. Un attimo dopo, l’intera stanza è completamente avvolta dalle fiamme, poi c’è l’esplosione.

 

                     Quando riapre gli occhi, Aracne fatica a rendersi conto di dove si trovi e di cosa sia successo, poi i ricordi la riassalgono: stava chiacchierando con Greer Nelson, quando entrambe hanno sentito la testa farsi pesante. Hanno fatto appena a tempo a capire che qualcuno stava usando del gas narcotizzante, che sono cadute svenute.

                     Prova a muoversi, ma sente le braccia bloccate da delle specie di manette di metallo e così pure le gambe. Qualcuno è penetrato nel complesso, ma come ha fatto a superare gli allarmi? Nessuno può superare quelle difese, o almeno doveva essere così.

-Mamma!-

-Rachel!-

                     Sua figlia le si precipita addosso abbracciandola, ma il momento di tenerezza è interrotto da una sferzante voce dal timbro metallico:

<<Come dite voi umani: molto commovente.>>

-Alkhema!- esclama Aracne –Ma com’è possibile?-

<<Come al solito, voi umani avete sottovalutato il genio di Ultron… come lui, di solito, sottovaluta la mia astuzia.>>

-Dunque anche Ultron è vivo?-

<<Vivo? Si, immagino che, in mancanza di termini migliori, si possa dire così.>>

                     Nel frattempo anche Greer Nelson, l’ex Tigra, ha ripreso conoscenza ed interviene:

-Come hai fatto a superare le nostre difese?-

<<Dimentichi che la mia mente è basata su quella di Bobbi Morse, Mimo, la defunta moglie di Occhio di Falco. Prima di mettersi dei buffi costumi, era un’agente dello S.H.I.E.L.D. una spia esperta, addestrata dai migliori. Per una così, superare il vostro sistema di sicurezza, pagato da un Governo che affida gli appalti a chi fa l’offerta più bassa, è stato un gioco da ragazzi.>>

-Vedo che anche i robot possono cedere alla vanità.-

                     Alkhema alza la sua mano per colpire Greer.

<Umana insolente, potrei cancellare la tua inutile vita con… No, non ancora, ti lascerò vivere ancora un pò, almeno fino al ritorno dei tuoi amici Vendicatori. Sarà più divertente uccidervi tutti insieme.>>

            Greer riflette: hanno del tempo a disposizione per immaginare un modo di liberarsi ed avvertire gli altri prima che finiscano in bocca ad Alkhema. Non sa come il robot possa pensare di sconfiggerli tutti e sei, probabilmente ha preparato qualche trappola e loro rischiano di caderci. Ma cosa può farci lei, legata e senza più il potere di Tigra?

 

 

3.

 

 

            Nel momento stesso in cui ha visto svilupparsi la palla di fuoco, Polaris ha agito d’istinto. Prima ancora che la sua mente potesse formulare un pensiero coerente, si era già formato una specie di campo di forza magnetico, una sorta di semisfera che aveva avvolto lei e la porzione di stanza in cui si trovava assieme ai suoi colleghi Vendicatori. Purtroppo coloro che si trovavano nel resto della stanza non sono stati così fortunati. Le loro urla perseguiteranno Lorna e gli altri per molto tempo. La stanza è completamente sommersa da un oceano di fuoco che arriva sino al soffitto ed ecco che probabilmente il fuoco interagisce con qualche prodotto chimico ed avviene una potente esplosone.

            Quando il rumore cessa ed il fumo si dissipa, nulla è rimasto intatto.

-Valgame Dios!- esclama il Fulmine Vivente -Es un vero disastro.-

-Un disastro, si.- commenta Calabrone –Ed è colpa mia.-

-Non dire così Hank.- interviene She-Hulk.

-No? Guardati intorno, Jen. Nulla di tutto questo sarebbe accaduto se io non avessi avuto l’idea di portarli qui.-

-Mi chiedevo…- D-Man parla con voce tranquilla -… forse era proprio quella la loro intenzione: essere portati qui.-

            Gli altri lo guardano sorpresi, poi She-Hulk rompe il silenzio:

-Beh, avrebbe senso, dopotutto: dove portereste dei pericolosi supercriminali se non qui? Specie se vi trovaste già nei paraggi?-

-Qualche centinaio di miglia non lo definirei esattamente nei paraggi…- commenta Hank Pym -… ma capisco il punto, resterebbe da chiedersi perché quegli uomini di lava avrebbero voluto essere portati qui, che ci guadagnavano?-

-Io mi farei un’altra domanda, invece…- dice, invece Polaris -… e cioè: che facciamo noi adesso?-

-Uhm. A quanto pare, l’esplosione ha estinto il fuoco, prima che consumasse tutto l’ossigeno, così possiamo respirare, almeno per un pò.- commenta il Calabrone –Starfox… l’ascensore è intatto?-

-No, Calabrone, direi che è stato spazzato via dall’esplosione. Ad occhio e croce, direi che siamo… com’è che dite voi terrestri? Ah, si: sepolti vivi, giusto?-

-Sbagliato.- ribatte Calabrone –Gente con i nostri poteri non è mai indifesa. C’è almeno una mezza dozzina di modi in cui ciascuno di noi potrebbe andarsene da qui, ma io vorrei usare un sistema veloce e che ci consenta di uscire da qui tutti insieme. Naturalmente richiede una certa fiducia da parte vostra nei miei confronti.-

            I suoi compagni lo guardano in silenzio, poi D-Man avanza e tende la mano destra.

-Io sono con te.- dice semplicemente.

            Queste parole sono subito condivise dagli altri e Calabrone si affretta a spiegare il proprio piano.

 

            A questo punto, il quasi obbligatorio cambio di scena ci porta in una lussuosa villa di Pacific Palisades dove troviamo un uomo che abbiamo già conosciuto non molto tempo fa: l’eccentrico milionario Kenneth Donalbain, che troviamo pigramente sdraiato ai bordi di una piscina, mentre sorseggia un cocktail, circondato da diverse bellezze in bikini.  Non fatevi distrarre da quest’atmosfera rilassata, però, perché qui si stanno preparando piani criminali più o meno efferati.

-Non m’interessa come la pensi tu, amico mio…- sta dicendo Donalbain al telefono -.. quei dannati Vendicatori hanno rovinato un’impresa molto redditizia. Grazie a loro ho alle calcagna  gli agenti di almeno una dozzina di agenzie federali e di tre forze di Polizia locali. Hai idea di quanto mi costerà solo di avvocati? Li voglio morti ed ho anche una buona idea di come riuscire a farlo.-

            Terminata la telefonata l’uomo si alza, si sfila l’accappatoio e si tuffa in piscina, raggiungendo un paio di ragazze che già stavano nuotando da un pò.

            I Vendicatori aspetteranno ancora un pò, per ora, pensa Donalbain, dedichiamoci a passatempi più piacevoli.

 

            La navicella vola attraverso la tromba dell’ascensore e la cosa non dovrebbe sorprendere, se si pensa che la sua grandezza è di poco superiore a quella di una formica e che le persone a bordo sono ancora più piccole. Merito delle Particelle Pym.

-È stata una mossa un pò azzardata...- spiega il Calabrone -… ma anche l’unica che potesse consentirci di filarcela da là sotto senza perdere troppo tempo.-

-Non capisco: perché tutta questa fretta?- chiede Starfox.

-Rifletti, Starfox… non ha senso che quella creatura di fuoco abbia montato tutta questa faccenda solo per incendiare un sotterraneo e poi esplodere, così, semplicemente. Ci deve essere qualcosa di più e ci scommetto tutto quello che volete che la risposta… o almeno parte di essa, ci aspetta di sopra.-

.Si, credo che tu abbia ragione, Hank.- commenta She-Hulk –Resta da capire cosa sia.-

-Qualcosa mi dice che…. attenzione!-

            Una palla di fuoco si avventa sul microveicolo  e solo la rapidità di Henry Pym gi permette di evitarla.

-Direi proprio che il nostro avversario ci vuole morti.- dice Polaris.

-Acuta osservazione Miss Dane.- è la sarcastica risposta del Calabrone –Ora tenetevi forte, ho intenzione di accellerare.-

            Alle parole seguono i fatti ed  ecco che gli occupanti del veicolo si ritrovano sballottati dall’improvvisa accelerazione, cosicché Polaris si ritrova letteralmente appiccicata a Starfox.

-Ah desideravo da tanto un’opportunità come questa.- commenta lui, divertito.

-Tieni le mani a posto, brutta specie di un maniaco sessuale alieno.- ribatte Lorna –Decido io quando qualcuno può toccarmi in certi posti.-

-Allora spero che tu lo faccia presto.-

            Prima che Lorna possa replicare, interviene ancora il Calabrone:

-Siamo quasi arrivati… ecco… siamo fuori. Adesso…-

            È D-Man, di solito molto più laconico di quanto lo sia stato oggi, a dare il commento più appropriato a quello che vedono:

-Oh Cavolo!-

 

 

4.

 

 

“Ci sono più cose tra cielo e  terra, Orazio, che nella tua filosofia”. Quando scrisse queste parole immortali, il Bardo di Stratford[3] intendeva, probabilmente sottolineare come la ragione debba spesso arrendersi al fatto che non riesce a spiegare tutto. Henry Pym si è sempre considerato un uomo razionale, uno scienziato, anche se col tempo si è dovuto abituare all’idea che esistono davvero cose, luoghi e persone che non obbediscono alle leggi naturali che conosce, ma adesso fatica a rendersi conto di cosa stia realmente succedendo.

            Lingue di fiamma corrono lungo i corridoi come se fossero dotate di vita propria, il calore è diventato insopportabile e l’aria si va facendo sempre più irrespirabile.

-Sembra l’Inferno di Dante.- commenta il Fulmine Vivente.

Dobbiamo fare qualcosa…- interviene She Hulk -… ma cosa?-

-Preparatevi ad uscire da Rover.- ordina il Calabrone –Riprenderete le vostre dimensioni normali entro un minuto. Ecco le vostre istruzioni.-

            Pochi attimi dopo, I Vendicatori si tuffano fuori dalla navicella chiamata Rover ed il Calabrone rimane solo ai comandi.

-Coraggio, bella mia.- mormora –Vediamo se riusciamo ad uscire intatti da quest’esperienza.-

            Con l’abilità che gli deriva da anni d’esperienza, Henry Pym pilota la mini navicella attraverso lingue di fuoco che saettano per i corridoi ed intanto si chiede cosa stia succedendo. Gli indizi che ha disposizione sono pochi e contradditori: tanto per cominciare sembra proprio che quelli che ha portato alla Volta non siano mai stati dei comuni uomini di lava, anzi, non crede nemmeno che il termine “uomini” sia appropriato… sembrano piuttosto delle creature elementali come gli Elementi del Destino o le creature di Diablo. Gli Elementi sono stati sconfitti un po’ di tempo fa dai Fantastici Quattro ed erano, molto appropriatamente, sotto il controllo del Dottor Destino,[4] ma questo non sembra il suo modus operandi. Quanto a Diablo, è un bel pezzo che non si sente più parlare di lui, come se fosse sparito dalla faccia della Terra.[5] L’altra domanda è cosa il loro misterioso avversario pensa di poterci guadagnare dal caos?

            Il Calabrone smette di farsi domande e parcheggia Rover in un angolino riparato: è ora di darsi da fare, pensa. Apre il portello e si tuffa nel vuoto, sostenuto dalle sue ali artificiali.

 

            Un luogo al momento ignoto e sette figure attualmente sconosciute.

-Era proprio necessaria tutta questa devastazione?- chiede uno di loro.

-Non ti facevo così preoccupato per la vita degli umani, fratello.-

-Non è questo è che... beh sprecare vite senza vera necessità mi ripugna, in effetti.-

-Non sarà  stato senza necessità, a dire il vero… -intervene un terzo -… se sarà servito ai nostri scopi.-

-Non sono ancora convinto.-

-Lo sarai. Dopotutto, non stiamo forse adempiendo al nostro destino?-

            A questa domanda il dissenziente preferisce non rispondere.

 

            La situazione è abbastanza chiara per cinque Vendicatori preoccupati: l’incendio si è diffuso dappertutto ed i sistemi della Volta non riescono a tenerlo sotto controllo, perché le fiamme sembrano dotate di vita propria, cosa che, in effetti, è vera.

            Polaris sa cosa deve fare. A sentire Calabrone, lei è l’unica che possa fare efficacemente qualcosa e per Lorna Dane è bello sentirselo dire. Anche se è dotata di un grandissimo potere, non è mai stata davvero padrona della sua vita, in un modo o nell’altro è sempre stata manipolata da qualcuno e questo deve finire una volta per sempre. Lei deve, vuole essere ed è padrona della propria vita.

            Quel che accade subito dopo non è facile da narrare o solo perfino da comprendere: la ragazza dai capelli verdi sembra emettere energia dal suo stesso corpo. Le sue forme sono avvolte da un alone o meglio, un’aura che la fa risplendere di luce mentre lei si solleva da terra .I pochi presenti debbono chiudere gli occhi o distogliere lo sguardo per non restare abbagliati. Poi, com’è cominciata, finisce e Polaris ricade a terra, raccolta dalle forti braccia di D-Man.

            Le fiamme sono scomparse ed i corridoi sono ora carichi di un innaturale silenzio, come se tutti tirassero il fiato in attesa che qualcos’altro accada.

 

 

5.

 

 

            Si chiama Bentley Whitman, ma tutti lo conoscono semplicemente col nome di Wizard, un soprannome ben meritato perché lui è davvero un mago. Oh no, non conosce incantesimi e non fa sparire le cose: è quel che si dice un mago della scienza. Nominate un campo del sapere in cui un essere umano possa eccellere e troverete il suo nome tra i primi tre o quattro migliori esponenti di quella disciplina. Non c’è branca dello scibile che lui non padroneggi con disinvoltura. Per questo, durante la crisi non si è fatto sorprendere impreparato. Quando l’impulso elettromagnetico di Lorna disattiva la chiusura della sua cella, lui si alza dal suo giaciglio e s’inoltra nel corridoio con la massima tranquillità. Nel farlo passa davanti ad una cella speciale anche per questo posto, dove si trova un individuo altrettanto speciale: Samuel Sterns, meglio noto come il Capo.

-Salve Sterns, ti va di fare un gretto?- chiede Wizard.

-Non m’interessa.- risponde il Capo con la sua enorme testa poggiata su un comodo cuscino  di adeguata misura -Preferisco godermi un pò di riposo.-

-Fà come vuoi .- ribatte Wizard, passando oltre.

            Il Capo sogghigna. Quando vorrà andarsene da qui nessuna forza al mondo potrà trattenerlo, ma per adesso altre cose occupano i suoi pensieri.

            Intanto Wizard si è imbattuto in altri supercriminali e non ha fatto fatica a convincerli ad unirsi a lui in un tentativo di fuga.

-Ho solo bisogno di fermarmi in un posto, prima.- dice e così dicendo, imbocca con decisione un altro corridoio.

 

            Sapete bene anche voi cosa accade quando un gruppo di supercriminali in fuga incontra un gruppo di supereroi: botte da orbi. Perché quest’incontro dovrebbe fare eccezione? Non la fa, infatti, anche se bisogna dire che il nostro gruppo di supereroi non è al massimo della forma, con Polaris svenuta e gli altri, con l’eccezione di Starfox, stanchi, semi intossicati dal fumo e debilitati dalle alte temperature che solo ora iniziano a decrescere. D’altra parte, i loro avversari sono in condizioni solo leggermente migliori.

            I quattro supercriminali che stanno arrivando sono i cosiddetti U-Foes, vale a dire: Vettore, Simon Utrecht, il leader, dotato di poteri telecinetici che gli consentono di respingere qualunque cosa che non superi di 10 volte il peso che sarebbe capace di sollevare a mani nude e dotato di un ego di proporzioni monumentali; Vapore, Ann Darnell, la donna di Utrecht, capace di trasformare il suo corpo in ogni forma di gas conosciuto; X-Ray, Jimmy Darnell, fratello della precedente, capace di trasformarsi in una forma energetica ed emettere vari tipi di radiazioni; Ironclad, Mike Steel, dalla pelle di acciaio durissimo, superforte e capace di aumentare il proprio peso sino a livelli non ancora misurati. Vi ricordano vagamente qualcuno? Magari un gruppo di 4 supereroi trasformati dai raggi cosmici? Non ci sarebbe niente di strano, perché fu proprio ad imitazione di quel certo supergruppo che Utrecht ed i suoi amici si sottoposero ad un bagno di raggi cosmici che dette loro gli straordinari poteri che ora possiedono,. Purtroppo scelsero di usarli per il male, come suol dirsi, ed è ironico che la loro ultima sconfitta e conseguente  incarceramento siano dovuti proprio ai Fantastici Quattro.[6] Un colpo di fortuna li ha liberati e non hanno intenzione di perdere l’occasione.

-Ma guarda.- dice Ironclad sogghignando –Aspettavo da tanto una buona occasione per menare le mani.-

-Calmo Mike, fuggire ha la priorità.- replica Vettore.

-Fatevi da parte, Vendicatori, o dovremo farvi male.-

-Ah si?- ribatte Starfox –Voi e quale altro esercito?- si volge verso i colleghi -È una battuta che ho letto in uno dei vostri, com’è che li chiamate? Ah si, fumetti.-

-Attento!- urla il Fulmine Vivente, ma è ormai troppo tardi:

            L’Eterno di Titano si rialza massaggiandosi la mascella ed esclama:

-Naturalmente lo sapete che questo significa GUERRA! Questo, invece, l’ho preso dalla vostra TV, fanno dei programmi molto educativi.-

-Questo devi pensarlo solo tu, mi sa.- interviene She-Hulk –Ok, Ironclad, vediamo di farla finita: è tempo di…-

            Il pugno di Ironclad la coglie al plesso solare spezzando la sua frase e  togliendole il fiato.

-È un vero peccato trattare così una pupa come te, ma  non ho molta scelta.- commenta Ironclad.

-Ma davvero? Beh, neanch’io.- è la replica di She-Hulk mentre lo colpisce con un pugno che lo spedisce a finire di demolire una parete alle sue spalle.-Ooops, mi sa che ho esagerato.-

            Nel frattempo, Vettore tiene a bada D-Man, respingendolo con il suo potere telecinetico. Dennis Dumphy, però non si perde d’animo. Senza proferire parola continua a tentare di avvicinarsi, al suo avversario, conscio che presto o tardi uno dei due cederà e pregando che Vettore non cambi strategia.

            Il fulmine Vivente, intanto, si sta battendo con X-Ray facendo scoprire ad entrambi quanto sia difficile battersi quando il tuo avversario è pura energia. La maggior parte delle radiazioni emesse da X-Ray attraversano senza danni la figura composta di energia elettrica di Miguel Santos, ma anche i suoi colpi hanno scarso effetto. Il loro, scontro si sta rapidamente avvicinando ad uno stallo.

            Starfox si sta, invece battendo con Vapore, che sta scoprendo che un Eterno, sia esso nato su Titano come sulla Terra, rimane sempre difficile da uccidere.

-Ma perché non cadi?- esclama la ragazza –Perché i miei gas  velenosi non hanno effetto su di te?-

-Questo è un mio piccolo segreto.- replica Starfox –Ma tu, piuttosto… perché una ragazza così bella come te deve mostrarsi così crudele? Non credi che tutta questa violenza sia inutile? Non c’è più gioia nella pace e nell’amore?-

-Io… io…. Non so …forse hai ragione: combattere è insensato. Ann Darnell torna in forma umana e si avvicina a Starfox che le tende la mano, poi, all’improvviso mormora –No… io…cosa sto facendo?-

-Stai seguendo quel che ti detta il cuore ed è giusto così.- le risponde Starfox, continuando a tendere la mano che Vapore fissa con indecisione.

 

            L’essere di metallo argenteo si guarda intorno. L’ora di colpire è finalmente arrivata. I suoi nemici cadranno sotto il suo tallone. Per primo toccherà a suo “padre”, poi sarà il turno di tutti gli altri ed infine dell’umanità non rimarrà che il ricordo e lui sa esattamente come fare. La vendetta è un piatto che si gusta freddo, dicono gli umani, e lui lo gusterà oggi. Se solo suo padre ed i suoi compagni arrivassero presto. È impaziente di sterminarli dal primo all’ultimo.

 

 

6.

 

 

            Con molta calma Wizard oltrepassa i corpi stesi a terra, appartenenti al personale della Volta, compresi i tanto famosi Guardiani in armatura verde. Non sa, né gli importa di sapere se sono morti o solo privi di sensi, in questo momento c’è solo una cosa che ha importanza per lui e nient’altro. Si ferma solo davanti ad uno dei suddetti Guardiani e s’inginocchia per esaminarlo. Quando si rialza ha un sorriso sul volto e qualcosa in mano, quindi imbocca un corridoio che porta al Centro Medico, dove sono ricoverati i detenuti che per qualsiasi motivo necessitano di cure. Con fare sicuro raggiunge il deposito medicinali. Per uno col suo talento forzare la serratura è giochetto da bambini. Pochi secondi dopo esamina quel che ha a disposizione, poi si concede un sorriso.

-Non è molto…- commenta ad alta voce -.. ma lo faremo bastare.-

            È ancora intento a fare qualunque cosa stia facendo quando sente un lieve rumore alle sue spalle. Senza nemmeno voltarsi dice:

-Buongiorno Dr. Pym è un piacere incontrarla, anche se avrei preferito circostanze diverse.-

            Il Calabrone riprende la sua altezza normale e ribatte:

-Farai meglio a seguirmi in cella senza fare storie, Wizard, o mi prenderò la soddisfazione di costringerti a modo mio.-

-Ahimè, la violenza è l’ultimo rifugio degli incompetenti non crede, Pym? Io e lei siamo persone di genio, dovremmo aver di meglio da fare che prenderci a pugni. Io di sicuro ce l’ho… fuori da queste mura.-

-Adesso basta Wizard. Non ho ancora capito se ci sei tu dietro a tutto questo, ma…-

-Che peccato. Oh beh, arrivederci Calabrone.-

            Wizard apre le mani e getta una polverina addosso a Calabrone.

-È una miscela piuttosto rozza, ma dovrebbe funzionare quanto basta.- commenta.

            Calabrone barcolla in preda ad un senso di nausea e vertigini. Mi sono fatto sorprendere come uno stupido, pensa, ma non la passerà liscia.

            Intanto Wizard si è avvicinato ad una parete e vi ha applicato una specie di poltiglia. Pochi istanti dopo c’è un’esplosione e nella parete c’è uno squarcio, attraverso cui il criminale passa,  poi stringe qualcosa con la destra e comincia a sollevarsi in aria.

-Solo il mio genio poteva convertire una chiave elettronica in un dispositivo antigravità.- dice.

-Ma parli sempre da solo come il cattivo di un brutto film di serie B?- chiede una voce che sembra arrivare dal nulla.

-Cosa? Chi?-

-Ti do una sola possibilità Wizzie: non sono Casper il Fantasmino Amico.-

-Calabrone? Non importa, mi basta accellerare per sfuggirti.-

-Questo lo credi tu.-

            Calabrone aumenta improvvisamente la sua velocità e contemporaneamente  colpisce Wizard con un doppio colpo dei suoi pungiglioni. Wizard, colpito al volto, urla e perde la presa sul suo congegno antigravità, ma Calabrone riesce ad afferrarlo mentre s’ingrandisce e con l’altra mano tiene Wizard per la collottola.

-Questo serve a me. Col tuo peso aggiuntivo le mie ali non ci sosterrebbero quale che sia la mia dimensione. Bell’oggettino Wiz, complimenti. Vediamo come funziona. Ah si… molto facile.-

-Bah mi hai battuto per pura fortuna, ma la prossima volta, quando avrò tutti i miei congegni…-

-Si, si, risparmiami la solfa, la conosco a memoria, ormai.-

 

            Più sotto, infuria la battaglia tra i quattro U-Foes ed il resto dei Vendicatori Ovest.

            Ann Darnell sembra indecisa sul da farsi: la voce di Starfox ha un timbro suadente e molto convincente, perché non dargli retta? Però, aldilà di quelle mura c’è la libertà, perché dovrebbe rinunciarvi?

            Eros di Titano non è un combattente per natura: ha sempre preferito i giochi d’amore  a quelli di guerra e di sicuro non è combattere quello che preferirebbe fare con una bella donna, ma sa anche che Vapore è pericolosa e non le si può permettere di girare libera. Per fortuna i suoi poteri di controllo dei centri del piacere hanno reso la ragazza quantomeno confusa ed indecisa. Ormai le è vicino e l’attira a se, poi, il più delicatamente che può, esercita una leggera presione alla base del suo collo e Vapore crolla svenuta.

-Mi dispiace...- mormora Starfox -… ma era necessario.-

            Quello tra She-Hulk ed Ironclad  è uno scontro che non avrà, magari, proporzioni epiche, ma è pur sempre degno di essere visto. La gigantessa di giada potrà ringraziare il suo fisico eccezionale se alla fine della giornata i lividi saranno scomparsi,. Ma per il momento lei ed il suo avversario sono intenti ad una prova di forza, mentre il peso di Ironclad aumenta sempre di più opponendosi agli sforzi di She-Hulk. Sapete bene, però, cosa succede quando un oggetto inamovibile si scontra con una forza irresistibile: uno dei due deve inevitabilmente cedere. I muscoli di Jennifer Walters si tendono per lo sforzo ed in lei monta una rabbia sempre più crescente e più She-Hulk si arrabbia… beh, lo sapete, no? Ironclad ci metterà un bel pò a riprendersi da quell’ultimo pugno.

            Simon Utrecht non avrebbe dovuto distrarsi, basta un attimo di concentrazione perso e D-Man gli è addosso. Vettore sarà anche veloce, ma ha la mascella di vetro.

            Miguel Santos è disposto a tutto pur di terminare la battaglia con X-Ray ed è così che decide di tentare un’ultima cosa. Nella sua forma bioelettrica  si dirige contro X-Ray in forma energetica.

-Ehi,  cosa stai facendo?- urla X-Ray –Fermo!-

            Alla fine la collisione è inevitabile. C’è un breve lampo, poi sul pavimento sia il Fulmine Vivente che Jimmy Darnell giacciono svenuti.

            La battaglia è finita ed i Vendicatori hanno vinto.

 

            Qualche tempo dopo: i sistemi d’emergenza della Volta sono rientrati in funzione, i sopravvissuti nei livelli sotterranei sono stati recuperati e si sta provvedendo per i feriti ed i morti. I Vendicatori sono a colloquio col Vice Direttore, in carica dopo la morte del Direttore Stimson nei sotterranei.

-Ancora non capisco cosa sia successo…- sta dicendo l’uomo

-Vorremo capirci qualcosa anche noi.- replica She-Hulk –Sembra un assalto senza alcuna logica.-

-Purtroppo ci vorrà un pò per rimettere tutto a posto.- continua l’uomo –Ho ricevuto l’ordine di far evacuare almeno metà dei detenuti. I più pericolosi saranno portati al vecchio centro di detenzione del Progetto Pegaso e gli altri nelle sezioni speciali dei Penitenziari federali. Se non ci foste stati voi, avremmo avuto un’altra fuga di massa.-

-Se non ci fossimo stati noi non ci sarebbe mai stato questo disastro.- ribatte con voce dura il Calabrone –Ho intenzione di scoprire chi ha pianificato tutto questo e perché. Ora scusatemi, ma ho visto qualcuno, che vorrei salutare.-

            Il Calabrone si avvicina ad un letto dove giace una figura dalle cui braccia spuntano le cannule di alcune flebo.

-Salve Davey, avevo sentito che eri stato portato qui, dopo quel disastro a Chicago di qualche settimana fa.-[7]

            David Cannon, meglio noto come Turbine ed ancora prima come il Ciclone Umano, volge a fatica la testa verso la provenienza della voce e spalanca gli occhi.

-Pym.- esclama –Sei venuto a godere delle mie disgrazie?-

-So che faticherai a capirlo, Davey…- risponde Calabrone -.. ma non è affatto così. Sei stato una spina nel mio fianco per così tanti anni, che mi stavo quasi affezionando a te. Mi sarebbe dispiaciuto che tu fossi morto. A proposito, non è che mi spiegheresti come hai fatto a guarire così rapidamente da ferite gravissime?-

-Non ci sperare Pym.- risponde l’altro scuotendo la testa. Del resto, anche se volesse non saprebbe rispondere a questa domanda: era praticamente in coma quando gli fu iniettato un campione del DNA di Madcap che lo ha dotato, sia pure per poco tempo, del suo spettacolare fattore di guarigione. Ora, anche se le sue ferite sono guarite, il suo fisico ha bisogno di tempo per riprendersi del tutto e per questo motivo si trovava nell’infermeria quando è scoppiato il caos.

-Non ci speravo, infatti.- replica il Calabrone.

            Fa per andarsene , ma Turbine lo afferra per un braccio

-Ehi Pym… Come sta Wasp? Ho sentito che tu e lei vi siete lasciati un’altra volta. Cos’è ha deciso di trovarsi un vero uomo o sentiva troppo la mia. mancanza?-

            Henry Pym lo guarda con sguardo cupo, poi, inaspettatamente, sorride.

-Davey, Davey…- lo apostrofa -… non credi che sia ora di guardare in faccia le cose brutte della vita? Lo so che è un duro colpo per un ragazzo pieno di fascino come te, ma lo sanno tutti che lei non ti ha mai preso in considerazione in quel senso… e non ha mai nemmeno lontanamente pensato di prenderti come possibile marito perfino quando pensava che io fossi morto.-[8]

            David Cannon digrigna i denti.

-Ah, questo lo dici tu.- replica -Lo dici tu. Questo devi ammetterlo, però: te l’avevo fatta. Per tutto quel tempo non hai mai sospettato che mi nascondessi a due passi da voi nei panni del vostro autista.-

-È vero Davey, ci avevi fatto tutti fessi. Né io, né Jan abbiamo mai sospettato che tu fossi il servizievole Thomas. Il che non ti ha mai impedito di prenderle sode ad ogni nostro incontro o sbaglio?-

-Un giorno ti ammazzerò Pym.-

-Non è detto, Davey, ora scusami, ma devo andare. Goditi il brodino stasera.-

-Tutto bene Hank?- chiede Miguel Santos

–Si, certo, salutavo solo un vecchio amico. Andiamo ora.-

            Pochi minuti dopo, il Quinjet è di nuovo in volo ed il Fulmine Vivente prende di nuovo la parola.

-Lo confesso: sto ancora cercando di capire cos’è successo? Cos’erano davvero quelle creature di fuoco e qual’era il loro scopo?-

-Bella domanda.- replica She-Hulk –Hai risposte capo?-

-Mi piacerebbe, She-Hulk.- risponde il Calabrone –Purtroppo non ne ho neanche una. Ho solo una sensazione: che presto o tardi ne sapremo di più, ma non ci piacerà affatto.-

-Non credevo che uno scienziato come te desse retta alle sensazioni, Hank.- gli dice Polaris.

-Quando si vive una vita come la mia per tanto tempo, s’impara a riconoscere certe sensazioni ed a dar loro retta, credimi.-

-Beh ci penseremo al momento giusto, allora.- interviene She-Hulk –Ora pensiamo a tornare a casa. Voglio ficcarmi in una vasca piena di schiuma e restarci per almeno due ore.-

            Ed il Quinjet punta dritto verso il tramonto.

 

 

EPILOGO

 

 

            Il cielo della California Meridionale si tinge degli spettacolari colori del tramonto e mentre il sole comincia a scomparire nelle acque dell’Oceano Pacifico, nella Casa Grande della Villa dei Vendicatori, nella splendida Penisola di Palos Verdes, un essere dalle sembianze femminili, ma fatto di metallo, attende finché i suoi ricettori auditivi non percepiscono il lontano suono di cinque potenti motori a reazione ed i suoi ricettori visivi non colgono all’orizzonte l’immagine familiare di una certa navicella ed è a questo punto che una voce dal timbro metallico dice una sola parola:

<<Finalmente!>>

 

 

FINE SECONDA PARTE

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Pochissimo da dire su quest’episodio che non sia efficacemente, spero, spiegato, nella storia.

1)       Il Centro di Detenzione Federale per Supercriminali denominato colloquialmente la Volta (The Vault, ovvero, più esattamente: la Cripta o la Cassaforte) è apparso per la prima volta in Avengers Annual #15 nel lontano 1986 ed è situato da qualche parte nelle Montagne Rocciose nello Stato del Colorado. Prima della sua costruzione i supercriminali erano detenuti presso il Progetto Pegaso, che si dimostrò inadeguato allo scopo, essendo principalmente un centro di ricerche del Dipartimento Federale dell’Energia. Prima ancora, esistevano celle speciali in ogni grande penitenziario locale. A svolgere il compito di secondini presso la Volta sono i Guardiani (Guardsmen), che usano una speciale armatura creata da Tony Stark ed usata un tempo da Kevin O’Brien, defunto fratello di Mike O’Brien, uno degli attuali Iron Men.

2)       Una parola va spesa per Wizard, uno dei più vecchi supercriminali attualmente in circolazione. La sua prima apparizione è avvenuta in Strange Tales #102 (in Italia: Fantastic Quattro, Corno, #5). Del novembre 1962. Forse non sarà all’altezza di Reed Richards o Victor Von Doom…  o forse si. Fatto sta che ha spesso dato del filo da torcere prima alla Torcia Umana ed in seguito ai Fantastici Quattro come leader dei Terribili Quattro. La sua specialità sono i meccanismi antigravità.

Nel prossimo episodio: finalmente la fine del più lungo prologo di tutti i tempi. Alkhema aspetta i nostri eroi ed Ultron attende dietro le quinte, occorre dire altro?

 

 

Carlo



[1] Come narrato, per la prima volta in Avengers. Vol 1° #58 (Thor, Corno #71).

[2] I Vendicatori di entrambe le coste sono stati imprigionati nella Volta in Avengers Annual #15 (Star Magazine #29) e West Coast Avengers Annual #1 (Star Magazine #30) ed hanno affrontato una rivolta di massa nella Graphic Novel Avengers: Deathtrap the Vault (Super Comics #26/27).

[3] Willam Shakespeare, chi altri? -_^

[4] Come dettagliato in Fantastici Quattro MIT #12/13.

[5] In effetti, è praticamente vero, perché Diablo si trova attualmente nella dimensione di Altroregno con i cosiddetti KT7.

[6] Come descritto in Fantastici Quattro #18/19.

[7] Visto in Villains LTD #13

[8] Accadde un bel po’ di tempo fa,  in Marvel Feature #6 (Uomo Ragno, Corno, #95/96).